Psicogiochi’s Blog

Le aste al ribasso, queste sconosciute!

Come vincere alle aste al ribasso? Adesso ve lo spiego! Intanto… cosa sono? Le aste al ribasso sono un fenomeno nuovo che sta spopolando in Italia da circa un anno. I più avvezzi ad Internet le conoscono, perchè comunque c’è il modo di fare degli ottimi affari. Se hai molta costanza (bisogna analizzare e studiare bene tutte le aste), fiducia nei tuoi mezzi (perchè ci vuole una forte decisione per investire una certa quantità di soldi), si possono comprare degli oggetti molto appetibili ad un prezzo veramente vantaggioso.
Chi si aggiudica l’asta? Al contrario delle aste tradizionali come quelle di www.ebay.it, su questi siti vince chi fa l’offerta unica più bassa. Non ho voglia però di spiegare il meccanismo, potete andare a leggervi la pagina di questo sito http://www.bidjoux.com/come_funziona.php che ve la spiega in modo semplice e chiaro.
Per prima cosa dovete scegliere i siti, tra circa una cinquantina, sui quali volete giocare. Una lista quasi completa dei siti attivi la trovate ad esempio qui: http://www.asteribasso.info
Ci sono i siti veramente grossi, dove è molto difficile vincere, e quelli più piccoli che però non sembrano offrire la stessa affidabilità e trasparenza. Un buon compromesso è proprio www.bidjoux.com che vi citavo prima, con oggetti veramente cult, non troppi giocatori e per questo appetibile.
Oltretutto www.bidjoux.com vi regala parecchio credito, andate a leggervi le promozioni. Inoltre vi fornisce, a pagamento si intende e purtroppo non su tutte le aste, delle informazioni aggiuntive che si chiamano Range Information. Andate a leggervi cos’è e vedrete che è uno strumento molto utile, da usare assolutamente ogni volta che c’è! Verso il termine dell’asta, poco prima della scadenza, potrete avere un’informazione utilissima per “coprire” l’offerta unica più bassa di quel momento e far diventare la vostra offerta unica la più bassa. Certo, dovete già prima aver coperto un certo intervallo più in alto, in modo che poi coprendo quello più basso avrete una buona probabilità che l’offerta unica più bassa si sposti sull’intervallo coperto da voi.
Un’altra cosa esclusiva di www.bidjoux.com sono le aste speciali, nelle quali il prezzo per fare l’offerta è uguale al prezzo dell’offerta. In queste aste, naturalmente, i valori bassi vengono coperti subito, anche perché gli utenti che si iscrivono solo per poter utilizzare i 2€ gratuiti, possono fare ben 19 offerte sullo stesso oggetto in asta speciale (coprendo tutti i valori tra 1 e 19 centesimi). I valori più alti vengono coperti con più difficoltà, anche perché costa di più. Infatti, se andate a vedere i grafici, ben poche offerte vengono presentate per valori superiori ai 2€. Sembra come se i giocatori si siano ancorati ai 2€ che è il prezzo delle offerte dei primissimi siti, quelli che tuttora sono i più grossi, e che abbiano una certa reticenza ad andare oltre. Ma questa invece è una caratteristica da sfruttare! Proprio perché sono valori che pochi coprono, c’è maggiore possibilità di vincere! Se notate, pochissime sono le offerte sopra i 2€, ma poche sono anche quelle sopra 1€. Se andate a controllare tutte le aste terminate vedrete che quelle speciali, nella maggioranza dei casi, vengono aggiudicate per valori tra 100 e 200 centesimi. Per coprire tutti i valori tra 1 e 100 centesimi in un’asta speciale su www.bidjoux.com si spendono circa 50€ (per la precisione 50,50€), tra 1 e 200 centesimi si spendono circa 200€ (per la precisione 201,00€) e quindi tra 101 e 200 centesimi si spendono 150,50€. Fate voi un po’ di calcoli per le vostre tasche e vedete se conviene!
Volete una formula per calcolare quanti soldi bisogna spendere per coprire tutti i valori tra 1 ed N centesimi? La formula è:

N * (N+1) / 2

Quindi per calcolare quanti soldi ci vogliono per coprire tutti i valori tra N e M centesimi (dove M è maggiore di N) la formula naturalmente è:

[M * (M+1) / 2] – [N * (N+1) / 2]

Adesso dotatevi di pazienza e buona volontà. Facciamo una statistica veloce ed intuitiva. Se andate a vedere tutte le aste terminate, non solo quelle speciali considerate finora, potrete facilmente vedere che i prezzi di aggiudicazione delle aste, moltiplicati per il prezzo necessario ad effettuare ogni offerta, non superano quasi mai il valore del bene messo all’asta. Questo vuol dire che se decidete a priori di investire una buona quantità di denaro, diciamo circa il 70% del valore dell’oggetto messo all’asta, avete un’ottima probabilità di aggiudicarvi l’asta. Certo dovete coprire tutti i valori da 1 centesimo fino al valore che avete deciso in base al vostro budget.
Facciamo un esempio pratico, guardiamo quest’asta:
http://www.bidjoux.com/itemEnded_196_asta-ribasso-Nokia-5310-XpressMusic.html
il valore del cellulare è 200€. Il 70% di 200€ sono 140€. Ogni offerta costa 1€. Se siete disposti a spendere 140€ potrete coprire tutti i valori tra 1 e 70 centesimi. Ed ecco che vi sareste portati via, con una buona probabilità, il cellulare che in effetti è stato aggiudicato per 45 centesimi! Semplice no?
Facciamo una statistica più approfondita, ci vuole però più tempo e dedizione, ma quando c’è da guadagnare sono sicuro che il tempo si trova, siete d’accordo con me?
Analizzate i grafici delle offerte delle aste. Purtroppo su www.bidjoux.com sono fatti in flash e quindi non si riesce a fare copia/incolla. Bisogna armarsi di santa pazienza e fare le somme a mano. Si può facilmente vedere che gli oggetti più grossi, intendo quelli sopra i 500€ circa, hanno un numero totale di offerte minore rispetto agli oggetti più piccoli, in proporzione al loro valore si intende! Questo cosa vuol dire? Che se avete coraggio e soldi da investire, gli affari migliori si possono fare sugli oggetti grossi!
Guardiamo infatti quest’altra asta:
http://www.bidjoux.com/itemEnded_87_asta-ribasso-imac24-imac20-apple.html
il valore del fantastico iMac24 è di 1600€. Il 70% di 1600€ sono 1120€. Ogni offerta costa 2€. Se siete disposti a spendere 1120€ potrete coprire tutti i valori tra 1 e 560 centesimi. Ed ecco che vi sareste portati via, con una buona probabilità, il computer che in effetti è stato aggiudicato per 365 centesimi! Semplice no?
E questi calcoli li abbiamo fatti senza contare tutto il credito bonus che questo sito vi offre! Alla prima iscrizione vi dà il 100% (fino a fine novembre, dopo chissà), dopo che avete giocato e speso vi ritorna tutto il credito consumato (ricordate, leggere sempre bene tutte le promozioni! La conoscenza è la vera forza!), senza contare le altre promozioni attive e le aste nelle quali viene messo in palio credito (ogni giorno ci sono in palio 20€, per partecipare basta avere 10€ di credito sul conto!). Oltretutto proprio queste aste da 20€ di credito bonus sono una buona palestra dove poter affinare la propria tecnica (tipo le offerte sentinella, non vi dirò mica tutto vero!?!?!) e dove tutti i giocatori hanno la stessa probabilità di aggiudicarsi l’asta in quanto si possono fare al massimo 10 offerte a testa, senza spendere nulla!
Con il credito bonus in aggiunta vi sarà più semplice coprire un intervallo ampio, spendendo meno, ovvio!
Ma attenzione: anche applicando questa tecnica, così come ogni altra tecnica di analisi, aggiudicarsi l’asta non è una cosa certa! Potrebbe esserci qualcuno che ha investito più di voi oppure ha studiato meglio e subirete una perdita di denaro. Per cui: ATTENZIONE!
Vi starete chiedendo: ma questo qui, perché ci dice tutte queste cose e non applica lui queste tecniche per aggiudicarsi gli oggetti? In realtà sto facendo una ricerca sul fenomeno delle aste al ribasso dal punto di vista della psicologia cognitiva. In particolare sto analizzando tutta una serie di dati per poter trovare come i soggetti prendono una decisione in condizioni di incertezza (http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Kahneman e http://it.wikipedia.org/wiki/Amos_Tversky). Questo però non vuol dire che ho il coraggio di mettere in pratica le cose che dico, ed infatti io non ce l’ho! Mi sono già scottato in passato quando c’era il boom della borsa. Se c’era da fare previsioni e basta ero un mago! Quando poi cercavo di mettere in pratica, non lo facevo perché entrava in gioco l’emozione e non applicavo pedissequamente la tecnica che avevo affinato. Facevo le ca@@ate!
Ma l’ho detto fin dall’inizio: ci vuole decisione e coraggio! Se siete convinti di non farvi prendere dalle emozioni allora fate pure, vi prenderete delle gran soddisfazioni! Se invece siete come me, lasciate stare ed andate a studiare psicologia, così forse troverete risposte alle vostre debolezze.😉
Un’ultima cosa: ho preso ad esempio il sito www.bidjoux.com perché mi sembra serio e ben fatto, chiaro nelle spiegazioni e con una grafica pulita che facilita la percezione dal punto di vista cognitivo. Nulla vieta che andiate in cerca di altri siti analoghi, dove poter applicare queste tecniche.
Questo articolo non è un incentivo all’investimento sui siti di aste al ribasso e per questo non deve assolutamente essere considerato tale. Ognuno deve conoscere i propri limiti ed adeguare gli investimenti in base alla propria propensione al rischio.
Non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali perdite di denaro che potreste subire.
Buon divertimento!

Il problema di Monty Hall (MHP) è un famoso esempio di “illusione cognitiva” spesso utilizzata dagli psicologi del ragionamento per dimostrare la difficoltà delle persone a ragionare in termini di probabilità.

Il ragionamento umano non sempre aderisce alle regole formali della logica. Molte ricerche hanno rivelato che spesso le persone sbagliano nel calcolare la probabilità di base, sbagliano nell’applicare le regole della teoria della probabilità seguendo piuttosto regole dettate dalla teoria dell’utilità attesa. Ma perché le persone fanno questi errori? Molti di questi errori sono “illusioni cognitive” e proprio cercando di capire quali sono i processi cognitivi sottostanti a tali ragionamenti, che talvolta portano ad una soluzione corretta ed altre ad una soluzione errata, si potrà forse sviluppare dei metodi e delle teorie che aiuteranno le persone a ragionare “meglio”.
In questo studio esaminiamo un problema controintuitivo, denominato il “problema di Monty Hall” (MHP), dal nome del famoso presentatore televisivo che ne gli anni ’70 condusse il popolarissimo gioco televisivo “Facciamo un affare!”.
Questo problema è affascinante in quanto la soluzione del problema richiede che le persone adoperino le regole della logica che contraddicano l’intuizione.

IL PROBLEMA DI MONTY HALL

Supponi di essere ad un gioco televisivo a premi. Ti viene detto di scegliere una porta su tre. Dietro una porta c’è un’automobile lussuosa, dietro le altre due ci sono due capre. Tu scegli una porta, diciamo la numero 1, che non apri. Il presentatore, che sa cosa c’è dietro alle porte, apre un’altra porta, diciamo la numero 3, che rivela una capra. Il presentatore a questo punto ti dice: “vuoi cambiare con la porta numero 2?” Hai qualche vantaggio nel cambiare la tua scelta iniziale?

Questa è la versione originaria del gioco di Monty Hall. Un dibattito molto acceso è intrapreso nei primi anni ’90 quando Marilyn vos Savant, accreditata all’epoca dal Guinness Book of World Record di un QI (quoziente intellettivo) pari a 228 facendola apparire come la persona vivente più intelligente al mondo, rispondeva ai lettori della rivista Parade nella rubrica “chiedi a Marilyn”. Lei cercò di convincere i lettori che cambiare la prima scelta è un vantaggio per il concorrente. Dapprima dichiarò: “sì, dovresti cambiare, la prima porta ha 1/3 di probabilità di vittoria, ma la seconda ne ha 2/3”. Poi cercò di convincerli facendoli pensare ad una variante con 1.000.000 di porte invece che tre, ed il presentatore che ne apre 999.998. A quel punto dovrebbe essere intuitivo che cambiare la propria scelta porta un vantaggio nella probabilità di vincere l’automobile.
Le risposte dei lettori, talvolta di istruzione molto elevata perfino nel campo della statistica, non si facevano aspettare ed erano molto critiche. Tra tutte le lettere che Marilyn vos Savant riceveva, il 92% di quelle provenienti dalla gente cosiddetta comune era contraria alla soluzione corretta, mentre il 65% di quelle provenienti dalle università era contraria alla soluzione corretta. Ma sappiamo che “le risposte di matematica non sono determinate dai voti” (vos Savant, 1997).
Sebbene questo problema apparentemente semplice sia stato preventivamente discusso in letteratura statistica (Selvin, 1975), è solo dopo la rubrica di vos Savant che fu studiato a fondo. “Il fenomeno è particolarmente interessante a causa della sua specificità, la sua riproducibilità e la sua immunità dalla scolarità” concluse Piattelli-Palmarini aggiungendo “nessun altro quiz statistico si è preso gioco della gente come questo. Anche fisici vincitori di premi Nobel danno sistematicamente la risposta sbagliata, e insistono su di essa pronti a rimproverare chiunque gli propone la risposta corretta”. Definì il problema di Monty Hall come l’esempio più espressivo di “illusione cognitiva” o “tunnel mentale” nel quale “anche le migliori menti, perfino quelle più allenate, cadono”.
Krauss e Wang (2003) giunsero alla conclusione che, probabilmente, i processi di ragionamento di coloro che risolvono il problema con successo hanno un denominatore comune.
Effettuando una “simulazione mentale” delle tre possibili combinazioni, e considerando l’intera sequenza di azioni specificata da ognuna delle tre combinazioni possibili, si capisce che in due delle tre combinazioni il partecipante vincerebbe l’automobile cambiando scelta.

In termini di elementi psicologici emergono le seguenti caratteristiche:
1) piuttosto che ragionare con le probabilità, il partecipante deve contare e confrontare le frequenze;
2) queste frequenze corrispondono alle possibili combinazioni di capre e automobili dietro le porte. Il partecipante deve confrontare il numero di combinazioni nelle quali vincerebbe l’automobile cambiando la propria scelta, con il numero di combinazioni nelle quali vincerebbe mantenendo la propria scelta;
3) deve considerare le possibili combinazioni come se apparissero dietro le porte;
4) deve ignorare l’ultimo pezzo di informazione fornita nella versione standard del problema (“Monty Hall apre la porta 3”). Prendere per certa questa informazione eliminerebbe la prima combinazione (“Monty Hall apre la porta 2”), perché il presentatore dovrebbe in questo caso aprire la porta che nasconde l’automobile.

Il punto 4 va chiarito: sebbene semanticamente “porta 3” nella versione standard del problema è nominata come un esempio, molti concorrenti prendono l’apertura della porta 3 per certa, e basano il loro ragionamento su questo fatto. L’assunzione che la porta 3 sia quella effettivamente aperta da Monty Hall viene successivamente rinforzata dalla domanda che segue: “vuoi cambiare con la porta 2?”. Una volta formata, questa assunzione blocca il concorrente da una possibile soluzione intuitiva e corretta.
Il punto 1 viene supportato da ricerche di Gigerenzer e Hoffrage (1995) e Aaron e Spivey (1998) i quali hanno dimostrato sperimentalmente che rappresentando l’informazione in termini frequentisti piuttosto che in termini probabilistici, il concorrente viene aiutato a risolvere il problema ragionando nei termini del teorema di Bayes, che è il modo corretto di risolvere il problema ragionando correttamente sulla probabilità di base. Questo suggerisce un vantaggio nel ragionare con le frequenze piuttosto che con le probabilità. Sebbene il formato della versione standard del problema di Monty Hall non è ovviamente determinato, esso comunque non presenta domande sulle frequenze. La domanda “Hai qualche vantaggio del cambiare la tua scelta iniziale?” si riferisce piuttosto alla probabilità di un evento singolo.
Sulla base degli studi di Johnson-Laird (1983) sulla costruzione dei “modelli mentali” alla base del ragionamento umano nei problemi di logica, alcuni autori tra i quali Legrenzi, Girotto e Caverni estesero questa teoria al ragionamento probabilistico, compreso il problema di Monty Hall. Loro suggerivano sei modelli mentali che il concorrente avrebbe dovuto formarsi per risolvere correttamente il problema. È interessante notare che anche Marilyn vos Savant usò sei modelli mentali nel suo tentativo di spiegare il problema di Monty Hall (vos Savant, 1997). I suoi modelli avevano una struttura 3 X 2, in cui le dimensioni erano le tre possibili posizioni dell’automobile e le due possibili strategie di scelta (mantenere Vs cambiare), ma questo approccio non convinse i suoi lettori.
Ragionando in termini puramente probabilistici, il problema viene risolto con il teorema di Bayes. Assumendo che il concorrente scelga prima la porta 1 e che poi Monty Hall apra la porta 3 (versione standard), la probabilità che l’automobile sia dietro la porta 2 può essere espressa con la formula:

p(C2 |M3) = [p(M3 | C2) * p(C2)] / [p(M3 | C1) * p(C1) + p(M3 | C2) * p(C2) + p(M3 | C3) * p(C3)]

dove Ci = automobile dietro la porta i (i = 1,2,3) e M3 = Monty Hall apre la porta 3.
Da notare che nella versione standard p(M3|C3) = 0.
Nel calcolare la probabilità condizionata di un evento A dato un evento B, cioè p(A | B), il teorema di Bayes asserisce che bisogna considerare le probabilità condizionate inverse p(B | A) e p(B | not A). Per il problema di Monty Hall, dove deve essere calcolata la probabilità p(C2 | M3), bisogna considerare nel teorema di Bayes le tre probabilità condizionate p(M3 | C3), p(M3 | C2) e p(M3 | C1).
Il processo cognitivo per stabilire queste tre probabilità è indipendente dal comportamento del concorrente ma è in relazione con il comportamento di Monty Hall in tutte tre le possibili combinazioni.
Una soluzione del problema in termini del teorema di Bayes si focalizza pertanto sulla condotta del presentatore piuttosto che del partecipante. Conseguentemente il cambiamento di prospettiva, da quella del partecipante a quella di Monty Hall, corrisponde ad un cambiamento del ragionamento da termini non-Bayesani a quelli Bayesani.
Per giungere alla soluzione corretta in termini Bayesani, il problema dovrebbe probabilmente essere formulato in termini matematici più chiari, nel senso che la versione standard nulla dice sulla strategia di Monty Hall, sulle regole esatte del gioco e nemmeno sulla probabilità a priori della distribuzione dell’automobile e delle capre dietro alle porte. Ma sebbene queste informazioni mancanti siano rilevanti dal punto di vista matematico, non lo sono dal punto di vista psicologico in quanto sembrerebbe che i partecipanti assumano le regole implicitamente, sebbene non siano state elencate esplicitamente. Sembrerebbe infatti che ciò che blocca il corretto ragionamento intuitivo non è la mancanza di informazioni, ma la mancanza della giusta rappresentazione delle informazioni (Krauss e Wang, 2003).
La maggioranza degli studi sul problema di Monty Hall riporta la percentuale di decisioni corrette solo tra il 10-15%.

Il problema di Monty Hall si conferma una delle “illusioni cognitive” maggiormente controintuitive e più difficili da comprendere.

dicembre: 2016
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